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Saša Belov e Kevin Joyce. Due ragazzi all’inseguimento di un sogno: vincere la medaglia d’oro del basket alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Uno si è allenato all’ombra della colossale statua della Grande Madre Russia a Stalingrado, l’altro sui campetti di cemento tra i grattacieli di New York. Due squadre. Due mondi contrapposti. Due culture. Quando arrivano allo scontro conclusivo, Usa-Urss non sarà solo una partita memorabile, sarà per sempre legata ai tre secondi più leggendari, contraddittori e ingarbugliati della storia dello sport.

Ma Monaco ’72 è anche la scena di una strage spaventosa: undici atleti israeliani cadono sotto l’attacco terroristico di Settembre Nero. Un lutto che dev’essere riassorbito in fretta, proprio per fare spazio alla sfida tra le due superpotenze. Molti anni dopo, inchiodato davanti alla replica notturna di quei quaranta minuti, inghiottito dal rivoltarsi continuo dei vinti in vincitori e dei vincitori in vinti, il narratore viene sbalzato in un mondo che non esiste più, riportato alle estati della sua infanzia nel campetto di pallacanestro di Cisternino. Continua a leggere >>

sport
90%
autofiction
80%
olimpiadi
99%
guerra fredda
60%
destino
80%
amore
88%

"Emiliano Poddi è nato a Brindisi nel 1975. Autore teatrale e radiofonico,
ha scritto i romanzi Tre volte invano (selezione Premio Strega) e Alborán.
Insegna alla Scuola Holden di Torino."

PERSONAGGI

Kevin Joyce

Kevin Joyce

"La sua coscienza aderiva alle dinamiche della materia, alle leggi fisiche che consentivano al pallone di penetrare l’aria, alla gravità che spingeva in basso la parabola del tiro al momento giusto." credits

Aleksandr Saša Belov

Aleksandr Saša Belov

"Era di Leningrado – ex Pietroburgo, ex capitale zarista, culla della rivoluzione –, e la leningradesità gli si leggeva in faccia, nella pensosità degli occhi, in una certa aria intelligente e malinconica." credits

Jacqueline

Jacqueline

"Le sue gambe avevano moltissimi modi di essere belle. Sul divano le aveva tenute prima incrociate, poi distese. Adesso erano in movimento, guardarle dava a Kevin una leggera sensazione di malessere." credits

Sonja

Sonja

"Quando avrebbe rivisto Sonja? E il gatto, è chiaro, gli mancavano tutti e due. Saša non poteva pensare all’una senza pensare anche all’altro. Erano la sua famiglia, dopotutto." credits

NUMERI

giorni a Monaco
taccuino smarrito
cimeli raccolti
secondi in loop
tiri a canestro
punti in partita

Taccuino

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PoddiCast: Caterpillar

Mercoledì 22 marzo, Flavio Tranquillo è stato ospite di Caterpillar: ha parlato di basket, di epica e, anche, di Le Vittorie Imperfette.

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PORTRAITS#3 Growin’up

La prima volta che l’ho vista… e chi se la dimentica. Giapponese, corpo sinuoso, curve nei punti giusti, sensuale, provocante, bellissima e irraggiungibile. Passavo le ore a fissarla. Avevo quindici anni e non c’era niente al mondo che desiderassi di più.

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Dai Balcani a Ivrea in un solo canestro

Sarajevo, Tuzla, Mostar, Dubrovnik. Facile che nello scorrere questi nomi vengano in mente città assediate, ponti distrutti, biblioteche in fiamme, nidi di cecchini, fosse comuni.
A me viene in mente un ragazzino.

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Summer Interior

Entrarono in una saletta laterale dov’era esposto un quadro dal titolo Summer interior, il ritratto di una donna seduta ai piedi di un letto in disordine, con indosso solo una blusa senza maniche. Il suo sesso era sfacciatamente in vista, ma non fu questo a colpire Kevin.

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Onuaku e il tiro della nonna

D’altronde si chiamano tiri liberi. Insomma, già il loro nome ti spinge a fregartene di tutto e a cercare la tua strada. Questo deve aver pensato Chinanu Onuaku la prima volta.

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La cerimonia di Londra 2012

I greci erano passati per primi in quanto inventori dei Giochi, mentre i britannici, che li avevano organizzati, avrebbero percorso la pista di atletica per ultimi. Tutti gli altri si avvicendavano nelle inquadrature secondo l’ordine alfabetico. Bahrein, Barbuda, Belgio, Belize, Benin. Alcuni paesi sembravano inventati, oppure fondati in fretta e furia prima delle Olimpiadi.

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"Di sicuro volevo restituire il senso di qualcosa che è andato perduto."

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