Bayern Monaco – Juventus ovvero quando si sente troppo la macchina da scrivere

Com’è noto, l’andamento delle più importanti gare sportive viene deciso in anticipo da uno sceneggiatore di natura semidivina, piuttosto sadico, non particolarmente raffinato, ma capace di usare tutti i trucchi del mestiere.

Alcuni di questi trucchetti li ha proprio inventati lui, come la regola del “gol sbagliato gol subìto”, espediente narrativo di cui fa da decenni un uso francamente eccessivo. Gli va tuttavia riconosciuto il merito di aver scritto alcuni capolavori assoluti come Italia – Germania 4 a 3 di Messico ’70 e Usa-Urss di Monaco ’72 (i Settanta sono stati i suoi anni d’oro).
Ieri sera, forse incoraggiato dal precedente favorevole in Baviera, lo Sceneggiatore Celeste (da qui in avanti SC) ha pescato a piene mani dal barile del suo repertorio nel tentativo – poi miseramente fallito – di stupirci ancora.
L’evento scatenante, ossia l’assenza per infortunio di mezza Juventus, è parso tutt’altro che originale, così come largamente scontate sono sembrate le prime fasi del match: troppo ovvio che la squadra più debole passasse in vantaggio, ancora più banale la scena del raddoppio, addirittura improponibile quella del mancato zero a tre allo scadere del primo tempo.
Com’era quella regoletta?, si sarà chiesto l’SC durante l’intervallo. Ah già, “gol sbagliato gol subìto”. E siccome non gli bastava, ci ha infilato anche un’altra furbata di sua invenzione, la legge dell’ex. Ma sì, non facciamoci mancare nulla. Facciamo che entra Coman – ex Juve – e che dopo qualche minuto propizia l’1 a 2 con un cross perfetto.

Ma ancora non era sufficiente, il Bayern doveva pareggiare altrimenti niente supplementari. E dov’è che l’SC va a piazzare il gol del 2 a 2? Ma in pieno recupero, naturalmente. E chi mai potrebbe essere l’autore del cross decisivo? Ma Coman, ovviamente.
A quel punto, giuro, non ne potevo più. La micidiale sequenza di cliché narrativi di Bayern – Juve mi aveva già steso ben prima del 3 a 2 dei bavaresi realizzato da un panchinaro (altro abusatissimo luogo comune).

Alla fine ci mancava solo che segnasse… No, dai, non esageriamo. Non faccio in tempo a pensarlo che Coman si invola in contropiede a 400 all’ora, dopodiché, guarda un po’, con un sinistro a giro trafigge mortalmente la sua ex squadra. (Per chi non lo sapesse, quando giocava nella Juve Coman ha segnato un solo gol, in allenamento, al terzo portiere della Primavera che peraltro in quel momento stava mandando un sms alla fidanzata).
Insomma, negli anni Settanta l’SC sarà anche stato un genio, ma la partita di ieri ha mostrato impietosamente che ormai non lo è più. Tutto già visto e rivisto, ogni singola inquadratura. Io lo dico per voi: non andate a vedere Bayern – Juve.

(credits photo: Getty Images)

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